Recensioni di ANONIMO FTP e GIULIANO DOTTORI

Recensione di ” Lo sguardo al cielo ” ANONIMO FTP

Già conosciuti agli addetti ai lavori, gli Anonimo FTP danno vita a quest’ ultima creatura ” Lo sguardo al cielo ” che si articola in 11 brani ben curati nei dettagli e molto inerenti al sound anglosassone. Abbastanza semplici nei risvolti proposti, sia nella parte strumentale, sia nel cantato. La semplicità trasformata in note scivola magica sul mantello che i nostri ragazzi costruiscono. Un cantato che molto si accosta, in più di un’ occasione ai maestri Afterhours, nella fattispecie a Manuel Agnelli mentore del genere. Istintivi quanto basta, gli Anonimo FTP non concedono possibilità di avere un minimo dubbio sull’ autenticità del loro lavoro. Sono d’ accordo con la frase scritta nell’ ultima parte del booklet del cd: ” la semplicità è più importante della volgia di stupire “. E ‘ un motto che mi sento di sostenere pienamente, e che credo gli Anonimo FTP abbiano fatto proprio. Ottima coesione tra le parti strumentali che ribadiscono quella schiettezza che diventa forza, causa proprio la semplicità. Sono lavori che non smetteresti mai di ascoltare, ti accompagna il suono che li crea, la linearità la fa da padrona. Gli Anonimo FTP ci deliziano e ci ricordano di alzare…. ogni tanto… LO SGUARDO AL CIELO.

Recensione di ” Lucida ” GIULIANO DOTTORI ”

Allora partiamo subito con il dire che GIULIANO DOTTORI è al suo primo lavoro da solista. In precedenza c’ erano state esperienze con varie band, che sicuramente hanno contribuito, a consolidare le basi artistiche di Giuliano. Il Renonsidiverte credo che non abbia preso una cantonata, nel mettere sotto contratto Dottori. Le idee messe in campo, sono un manifesto di piena maturità stilistica, messa su con gli anni di gavetta alle spalle. Giuliano ci dona di dolci note che ci cadono addosso, un sollievo inatteso ci avvolge. Il modo di cantare gioca molto su questo punto, e lo fa in maniera discreta. In lui possiamo rivivere le emozioni che un tempo ci regalava Jeff Buckley in Grace, ma anche, come capita in ” alibi ” traccia 4, echi di Denver John non disturbano affatto. Molto curata la parte testuale del disco. Stupenda composizione risulta ” Endorfina ” articolata su di una fantomatica lei, che potrebbe essere un punto cardine, che nel corso dell’ esistenza si propone in modo insistente, ” tu che sei la prima pietra che scaglierei ” ” il gusto amaro delle cose “. Un qualche cosa che c’ è nel brutto e nel bello. Sicuramente c’ è un margine di miglioramento, di accorgimento, ma questo disco è da avere, in particolare per la dolcezza delle emozioni che suscita.

MARCO BICCHIERINI ” Bicce ”

Contatti:

http://www.anonimoftp.com http://www.giulianodottori.it

http://www.ilrenonsidiverte.it

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