Malfunk – intervista

Malfunk Intervista

Dopo il concerto tenutosi in data 20 aprile al Totem Rock Club (Ex-Easy Rider) localita’ Castelfranco di Sotto abbiamo scambiato quattro chiacchere con il chitarrista della band:
Federico Forconi in arte FEFO (di recente collaboratore di nomi come Almamegretta e Max Gazze’)  
Questo il resoconto della conversazione a tre:

D – Ci puoi raccontare come vi siete formati?

Fe – La formazione che abbiamo adesso, quella che avete visto stasera comprende, Alessandro al basso che ha sostituito Gianluca da dicembre. Quest’ultimo ha contribuito alla realizzazione dell’ultimo disco e ci ha lasciati per “andare di là” (Litfiba ndr), comunque la formazione a 4 con Marco alla voce esiste dal cd “Tempi Supplementari” del 1995, prima eravamo in tre: io, Ugo e Gianluca e cantavamo in inglese, abbiamo realizzato il primo cd autoprodotto sperimentale “Sounds of Souls”.
Ci siamo messi a fare le cose sul serio con Marco cantando in italiano, con il cd “Tempi Supplementari” E poi tutto l’evolversi della cosa.

D – Con il vostro secondo disco “tempi supplementari” la band e’ cambiata
sia a livello d’ organico, con l’inserimento di un nuovo cantante, sia nella
composizione dei testi, passando dalla lingua inglese a quella italiana;
quali sono stati i motivi che vi hanno portato a queste scelte?

Fe – Se canti in inglese in Italia a livello discografico non ti caca nessuno, cioè o fai come i Linea 77 che vanno a suonare all’estero ed hanno una produzione inglese allora si, dopo puoi avere un riscontro in italia (entra Gabriellini di “Ovosodo” che ci chiude dentro il gabbiotto e Fefo gli urla CHI E’? NON CHIUDEREEEE!!!!!! ndr) ma se parti cercando un mercato discografico italiano cantando in inglese non è possibile, soprattutto con la musica che facciamo noi. Magari se sei Elisa ci riesci anche, comunque tutti gli artisti italiani che cantano in inglese non vengono prodotti in Italia. Elisa il primo disco l’ha fatto a Berckley in California, cioè vanno a fare le loro cose all’estero, e poi arrivano in Italia, che io sappia non ci sono gruppi italiani che escono fuori cantando in inglese.
Magari con l’Heavy metal e lo Speed metal, tipo il gruppo di Massa “Labyrint” che in Giappone vende anche 100.000 copie, in italia mai sentiti però all’estero….

D – Come avviene il processo creativo all’interno deI MALFUNK?
E’ un processo collettivo dove ognuno collabora, oppure vi chiudete in
stanze separate e vi ritrovate infine per arrangiare il tutto?

Fe – L’ultimo disco molto lavoro lo ha fatto Gianluca (che ora non c’è più) a livello di composizione e di campionamenti. Ci siamo chiusi 6 settimane in sala prove fermando l’attività live, restando lì e vedendo cosa veniva giù.
Poi siamo passati ad una fase di pre-produzione durata due mesi, e infine un altro mese a provare e scegliere i pezzi da registrare (12 pezzi) e poi abbiamo realizzato il disco.
L’ultimo disco è uscito a Dicembre 00 ma era stato registrato due anni fa.

D – Ci spieghi una volta per tutte, cosa e’ successo al vostro ultimo disco
(Malfunk), quali problemi ha trovato al momento dell’uscita?
Mi ricordo, addirittura, la vostra presentazione in un’intervista a Suoni e
Ultrasuoni (R.I.P.) di radio due del 99.
Come siete riusciti a ri-pubblicarlo a Dicembre 00?

Fe – E’ andata a finire che avevamo firmato il contratto con la Sony per far uscire il singolo “La Hermosa” e il disco, poi ci sono stati dei problemi con la casa discografica e il contratto è andato a puttane.…, prima di poter trovare un’altra casa discografica……
Questo disco ce lo siamo autoprodotti, la Edel ce lo distribuisce e ci paga la promozione però il master è nostro, per un gruppo come il nostro va bene così ci concede ampia libertà e maggior potere decisionale.
Vi faccio un esempio: se la casa discografica mette 50 milioni per la realizzazione del disco comincia a dettare legge sul video, sulla promozione e sull’immagine del gruppo ecc. invece il video ce lo facciamo come cazzo ci pare cercando di mantenere il controllo della situazione.
Non siamo un gruppo famoso come i Lunapop che vendono 100.000 copie, l’importante è che la gente venga ai nostri concerti per noi la migliore promozione è suonare, visto che tramite l’agenzia riusciamo a fare tante date, però ci sono dei limiti a cui non possiamo far fronte, come la promozione, non ce ne possiamo occupare noi perché non ti caca nessuno, coi giornali con le radio o con le televisioni, magari il video te lo trasmettono alle tre di notte mentre se hai una casa discografica che ti supporta il video te lo passano anche 6 volte al giorno…….è comunque una nostra scelta rimanere per ora indipendenti.

Secondo te com’e’ la situazione attuale della musica in toscana?
Non mi riferisco soltanto all’attivita’ dei gruppi, ma anche alle strutture
che ne permettono la diffusione/creazione, tipo etichette indipendenti,
radio e soprattuto spazi dove suonare.
Com’ e’ cambiata la situazione dai vostri inizi ad ora?

Fe – Sento dire in giro che la toscana è una terra fertile sia di locali che di gruppi che suonano, se pensiamo ai vari: Snaporaz, Bandabardò, De Glaen, ecc. ci accorgiamo che è una scena in movimento, (….) manca una radio che supporti le band toscane, qualcosa su Firenze si muove tramite Controradio, e un po’ su Rockfm (dove si prende! ndr).
Il problema principale rimane la mancanza di spinta per i nostri gruppi, quando andiamo a suonare “fuori regione”, la gente si prende molto di più, qui ti guardano in modo strano come stasera forse rimani sul cazzo, non so.
A volte Marco ha atteggiamenti strani sul palco, la gente lo associa al film e rimane sui coglioni o pensa “ha fatto il film e quindi il gruppo funziona perché ….” La gente che viene ai concerti (come stasera) per come la vedo io, è un pò freddina nei nostri confronti, poi magari arriva il classico gruppo americano e la gente sbava mentre per un gruppo bravo italiano la gente rimane sulle sue.

D – Progetti futuri?

Fe – Progetti futuri…siamo in tour fino ad ottobre, poi ci fermeremo e lavoreremo al nuovo disco.
Comunque siamo contenti, il nostro disco sta venducchiando più di quanto siamo abituati, aiutati anche dal prezzo economico a cui è venduto il cd (£22.000), contro le 38.000 che altre case più grandi impongono, anche se da quando c’è il Napster….anzi scaricate tutto dal Napster, anche le canzoni dei Malfunk…..(sonora risata!!)

D – Gli ultimi dischi che hai comprato, e quelli che hanno comprato gli altri
della band?

Fe – Ultimamente ho acquistato i Quintorigo (bella la cover “Egonomia” suonata dai malfunk stasera ndr) l’ultimo dei Fishbone (con ospiti Flea e George Clinton), Frank Zappa, e l’ultimo di John Frusciante che è molto bello.
Volevo ricordare la morte recente di Joey Ramones ricordiamolo con qualcosa; con un brindisi, facciamo una festa, iniettiamoci della marijuana era uno dei miei idoli….
Ritornando agli ascolti attuali; Marco ha comprato i Tortoise, e ascolta come me molta roba di Seattle (Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains) poi di gruppi italiani i Linea 77.

D – Cosa hai scaricato ultimamente?

Fe – Di tutto, Linea 77, Gorillas e…

Fe – Ok, ce l’abbiamo fatta!!!

 

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