Bisca – Intervista

INTERVISTA AI BISCA

Sergio “serio” Maglietta cantante e sassofonista della band risponde alle nostre domande:

Ci puoi raccontare quale è stata la molla iniziale che vi ha portato a formare un gruppo musicale e come sono stati i vostri inizi?

Credo che la scelta di formare un gruppo abbia a che vedere con il mio rapporto con la musica: prima di iniziare a suonare uno strumento dipingevo moltissimo;
ma la pittura è un “esercizio” estremamente individuale e solitario.
Questo mi spinse verso la musica che al contrario si fa spesso con gli altri, sempre davanti ad altri.
La musica per me è essenzialmente interazione con i corpi (dei musicisti e del pubblico) e con lo spazio (fisico e mentale).
La prima cellula di Bisca nasce come nelle migliori tradizioni tra un gruppo di amici che condividevano la stessa vita nello stesso quartiere.
Gli inizi per noi sono stati abbastanza facili, nel senso che in poco tempo siamo riusciti ad affermare una nostra identità e, cosa assolutamente rara, ad avere uno
sbocco all’estero.

Sono passati diversi mesi dall’uscita di “semplicemente vivo” (ultimo album), che bilancio vi sentite di tracciare di questo tempo di attività live?

Semplicemente Vivi!
Non è solo una battuta ,è esattamente come ci sentiamo.
E’ stata una cosa giusta e gratificante.
E poi ci ha permesso di mettere a punto uno spettacolo live quasi perfetto.

Nel disco “Altrove” c’è stata un evoluzione della band con un ritorno alle origini, sto pensando all’uso dell’elettronica e della voce femminile, cosa vi ha portato a tale scelta?

Io segno come punto di svolta della nostra produzione discografica recente “Lo Sperma del Diavolo”. Tra l’altro lo considero uno dei nostri migliori album.
L’elettronica che noti in “Altrove” in effetti parte da là.
Il vero cambiamento è stato da allora in poi nel modo di produrre e comporre musica.
Con l’avvento delle ” Macchine Domestiche” (computer, campionatori, sequencer, hard disk recording etc.) la possibilità di mettere a fuoco le idee e di curare il “Suono” in modo rilassato e naturale, è esplosa in modo travolgente.
Prima, e sto parlando degli anni 80, la distanza tra la creazione di un pezzo e la sua realizzazione era
enorme. Si passava per le forche caudine dello studio di registrazione, dove il pezzo spesso mutava in modo sconsiderato. Le aspettative sul risultato finale erano quasi sempre confuse perché l’approccio era del tipo: “Chissà come suona dopo che lo abbiamo registrato…”ammettendo implicitamente che
una fase della creazione sfuggiva al nostro controllo.
E non sarebbe potuto essere diversamente, visti i
costi degli studi di registrazione e la conseguente scarsa frequentazione e disponibilità di tempo rilassato
per sperimentare. O l’aura di mistero che circondava le Macchine ed i suoi magici tecnici, gli unici autorizzati
a mettere le mani su quei misteriosi pulsanti.
Io considero lo studio di registrazione un vero e proprio strumento (almeno per la musica concepita per finire su disco) e questo dall’invenzione del nastro magnetico.
Uno strumento fino ad oggi tremendamente costoso.
Per il mio modo di pensare la musica, questo fatto è stato fonte di infinite frustrazioni e mi ha spinto, nel tempo, a rubare i segreti della “cultura fonica”.
Oggi il cerchio si chiude: la musica si evolve senza fratture tra idee e sue realizzazioni; tra musica dal vivo e musica registrata.
L’uso dell’elettronica da parte di Bisca esprime questa continuità.
“Altrove” è dentro questo discorso.
Sulla voce femminile dico solo che la trovo un ottimo contraltare al mio ruvido vocione.

Ci spieghi il concetto di “cultura bastarda” che portate avanti da tempo?

Essere bastardi é la condizione di ognuno di noi.
La purezza e’ un concetto, biologicamente e culturalmente
parlando, artificiale e falso.
La coscienza di essere tutti bastardi permette di immaginare un modo diverso di essere ed agire.
L’identità e’ in parte una scelta e vive di elementi non omogenei, le diversità diventano ricchezza, lo scambio il presupposto.

Esiste ancora la vostra etichetta discografica STATT (suoni dalla provincia dell’impero)? Se si, state producendo dei gruppi attualmente?

La Statt non esiste più, ora c’è la SOTTATTACCO.
No non stiamo producendo nessuno. La produzione oggi e’ diventata troppo onerosa da un punto di vista energetico e lavorativo.

Musicalmente parlando: com’è lo stato delle cose, adesso a Napoli?

Non ho in questi ultimi tempi molti rapporti con la scena napoletana, che per altro non brilla.

Quanto è importante per la città il Neapolis Rock Festival?

Boh! Il Neapolis nacque come mega Festival e poi si e’ adattato alle contingenze ridimensionandosi un po’.

— Domanda da 100 milioni —-
Secondo te un ragazzo che ha voglia di ascoltare “altra” musica, che non è la solita trasmessa dai grandi network radiofonici o quella passata tramite video, considerando anche l’altissimo prezzo dei cd (da settembre £39500), quali prospettive si trova davanti? È costretto a rifugiarsi su dischi “anziani”?

No, semplicemente deve cercarsela la sua musica.
Ciò che non ti viene propinato richiede un po’ di sforzo, ma lo sforzo e’il prezzo del vero.

Biscaonline
www.bisca.it

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