Macaco, 28/08/2004, Ospedaletto(PI) – Festa dell’Unità, Area Expò

La buona musica non ha barriere. E’ questo il pensiero che mi passa per la testa riconoscendo e salutando un tipo conosciuto 17 anni fa sul bus organizzato dal box office di Firenze per andare al concerto dei Metallica a Milano : lo ritrovo a vedere i Macaco. Ma passiamo alla serata.

E’ un peccato che ci siano solo poche centinaia di persone; i Macaco, combo capitanato da Dani el mono loco, barcellonese di Calle Escudellers, sono da anni una bella realtà della musica moderna.
Molto vicini a Manu Chao (sono amici, vengono da Barcellona, si sono addirittura “scambiati” Roy Paci per una collaborazione) anche nell’attitudine (pacifisti – canzone dedicata a Ghandi – militanti, sognatori – vedi la dedica del cd dal 2001 “Rumbo Submarino” a Narciso Monturiol – anti-droga e anti-alcol ma pro-marijuana), oltre che musicalmente.
Sul palco sono in nove (tre voci, due tastiere, batteria, percussioni, basso e DJ), portano allegria, sono carichi, anche se il concerto rimane spesso sotto la soglia di eccitazione, forse per la scelta di tanti pezzi con atmosfere rilassate, e per i tre “intermezzi” dove il DJ prima, il percussionista poi e il batterista alla fine, “duettano” con se stessi tramite lo schermo che proietta immagini e suoni preregistrati.
Certo che la commistione di suoni e ritmi che riescono a creare è davvero magistrale; fondamentalmente hip-hop (forse è la cosa che li differenzia maggiormente da Manu Chao), fondono divinamente anche samba, qualsiasi ritmo sudamericano, rumba, rock-blues, tradizione spagnola e funky.
Bello il finale con “Delaveraveraboom” (l’omaggio di Dani al suo “barrio”) e “Incomunikaos”.
Curiosa la scelta di lasciare fuori scaletta i loro pezzi più famosi, la cover di “Chan chan”, “Gacho el peleòn” ma soprattutto “Tìo Pedrito”, già in uno spot Swatch, ripescata recentemente da Havana Loco (curioso che una band così si conceda agli spot, curioso che una band “da spot” sia poco conosciuta).
Il concerto sembra finito, ma Dani e un altro paio della band prendono qualche tamburo e scendono in mezzo al poco pubblico. le danze proseguono al ritmo delle percussioni.

Davvero un gruppo alternativo!!

di: Ale

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