STROKES – 18/12/03, Roma, Palacisalfa

Fa freddo a Roma, ma un sacco di giovani imperterriti sono vestiti come loro, giacca stretta, cravatta di pelle, capelli finto-spettinati, e le ragazzine in sola maglietta a righe orizzontali con scollo a barca (e nemmeno un giubbottino!!!) si sprecano.
L’emulazione è un segno importante del seguito che ha una band, e anche se al Palacisalfa saremo massimo 2mila (mentre al Palalottomatica, in contemporanea, ce n’erano 11mila per Elton John), gli Strokes sono una realtà importante del rock odierno.
Per questo sono curioso di vederli all’opera. 
Dopo un’esibizione più cabarettistica che musicale di un emerito sconosciuto, amico di Julian (Casablancas, il cantante. Ce lo dirà dopo, durante il concerto), alle 21.57 arrivano loro, forse la band più osannata e strombazzata degli ultimi anni.
E, con mia grandissima soddisfazione dopo un paio di grosse delusioni (Kings of Leon, B.R.M.C.), questi ci danno dentro e suonano bene, nonostante su cd risultino “minimali”.
Il pubblico è in delirio, il concerto è intenso, senza pause, a tutto volume.
Moretti (Fabrizio, il batterista, chiare origini italiane, acclamato ad un certo punto del concerto con un coro da stadio) picchia in maniera essenziale ma convincente, Nikolai (Fraiture, il bassista) fa il suo lavoro diligentemente, Nick e Albert (Valensi e Hammond Jr., i chitarristi) si scambiano le parti ritmiche e armoniche alla grande, ma la grande sorpresa, almeno per me, è Julian, il cantante.
Seppur in evidentissimo stato di ubriachezza, canta bene, grintoso, con una voce caldissima, a tratti quasi da crooner. 
Gli Strokes dimostrano di essere a loro agio anche con le atmosfere rilassate (“between love and hate”), suonano quasi tutto il repertorio, compresa “when it started” dalla colonna sonora di Spiderman; momento topico l’accoppiata “12:51” seguita da “New York City cops” (censurata nell’edizione USA del primo “is this it”). 
Salutano prima dell’ultima canzone, “take it or leave it”, significativa proprio in chiusura, nessun bis, e alle 22.55 staccano.
58 minuti di rock’n’roll.
E così sia. 

PS il concerto era dato per sold out da alcuni giorni sul sito ticketone.
Quando sono arrivato al botteghino i biglietti c’erano.
All’uscita, sul vetro del botteghino c’era il cartello sold out.
Il Palacisalfa non era assolutamente esaurito. Non credo che l’organizzazione non sappia l’inglese. 
I bagarini vendevano biglietti da 35 a 45 euro. I bagarini erano sistemati molto prima dell’ingresso, e c’era uno sbarramento che poteva anche far presumere che non ci fossero botteghini, tanto che c’è stata gente che ha comprato dai bagarini e poi ha visto biglietti disponibili alla biglietteria.
Tirate da soli le conclusioni.

di: Ale

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