Ceramichelineari – 13/9/03 Volterra

Festa di Liberazione

Può capitare che assistere a questo tipo di concerti “caserecci” non sia per niente triste.
Ne abbiamo avuto la prova in questo caso.
Siamo andati a vedere le
Ceramichelineari per una riprova dopo il supporto al concerto di Manu Chao (e anche dopo uno scambio di opinioni corretto, via mail, con il batterista Marzio); speravamo tutti, gruppo compreso naturalmente, che per una data “in casa” e così vicina al carcere (praticamente davanti), ci fosse anche Sabino, il cantante che collabora con loro, e che “risiede” appunto nel carcere di Volterra. E invece niente.
Dopo aver ricordato che prosegue l’impegno del gruppo con la Compagnia della Fortezza (la compagnia teatrale del carcere), e aver detto che la serata è stata divertente per l’atmosfera che si è creata (la gente era proprio rilassata), diciamo della musica.
I ragazzi hanno dato una bella sterzata rispetto al loro “fine del ‘900”.
La musica risulta più “solare”, i testi più “popolari” e, se vogliamo, al passo con i tempi e con il linguaggio comune; i riferimenti si spostano, e adesso cogliamo echi forti di
Red Hot Chili Peppers ma anche di patchanka e ritmi latineggianti, senza dimenticare un uso parsimonioso ed essenziale di un po’ di elettronica.
In sostanza, un gruppo che si rimette in gioco e che sperimenta.
In un paese ingessato dalle cover band, mi sembra una cosa di tutto rispetto.

PS. la gente SI MUOVEVA!!! E’ un gran segno!! 

di: Ale

Una Risposta to “Ceramichelineari – 13/9/03 Volterra”

  1. Webe Says:

    Dopo una lunga ed estenuante attesa ho compreso sia di rimando che sulla mia pelle la necessita’ da parte di un qualsiasi gruppo di sapersi “dosare”…..
    Per “dosare” intendo la capacita’ di produrre materiale pregevole riuscendo a mantenere senpre il controllo sulla propria espressivita’.
    La composizione di un brano passa necessariamente dalla ricerca che ogni “musiscista” è costretto a fare dentro le sue qulita’ interiori, spesso il passaggio obbligato attraverso i propri limiti “comprime” talmente tanto l’idea che si vorebbe esprimere che al momento del “parto o ispirazione” la “creatura” fuoriesce informe ad una prima occhiata per poi svilupparsi in maniera armoniosa e consapevole di se stessa…….o almeno questo è quello che dovrebbe fare.
    “L’ANIMA BRUCIA PIU DI QUANTO ILLUMINI”(afterhours)

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