Napster/Bmg: riorganizza i preferiti

3/11/01

E' la notizia della stagione: la Bmg, una delle quattro grandi multinazionali della musica, si è comperata Napster. E' certamente una notizia sorprendente: cerchiamo di capire meglio cosa implica questa imprevedibile mossa.

La notizia continua: "Si pensa di rendere il servizio a pagamento ($4.95 al mese), e di coinvolgere le altre multinazionali nel legittimare questo rivoluzionario sistema distributivo"

Napster funziona sulla base della distribuzione "peer to peer", e cioè, da persona a persona. Il coinvolgimento degli utenti è necessario: se tutti scaricassero e basta Napster non esisterebbe. Il database centrale è appunto solo un database; i files li convertono, li tengono e li distribuiscono gli utenti, a differenza di qualsiasi altro sito che deve usare la propria costosa banda per diffonderli. Fino ad oggi Napster ha funzionato proprio sulla base della ramificazione infinita: una capillarissima rete di distribuzione in grado di diffondere ovunque non solo le ultime novità, ma cose vecchie, rarità, dischi mai ristampati e amorevolmente convertiti in Mp3 da volenterosi maniaci.

E adesso arriva la Bmg, caccia pochi spicci e si aspetta che tutto il mondo diventi suo convertitore e distributore di mp3, e perdipiù a pagamento? Tramutano lo spirito della rete in spirito aziendale? Ma chi si credono di avere di fronte? Non hanno veramente mai visto Gnutella? Avrebbero dovuto capirlo prima di fare causa a Napster: se punisci una tecnologia che tutti amano ed usano, domani ne viene fuori un'altra 100 volte più incontrollabile, com'è appunto Gnutella o Freenet che, per ammissione del suo autore, (non potrebbe essere più fermata da nessuno).

Come musicista penso che gli autori vadano protetti, anche economicamente; Napster, al grido di "free music", ha aperto un dibattito: la musica potrebbe diventare gratis o essere comunque pagata in maniera diversa da 40.000 lire per 3 pezzi buoni e il resto fuffa? Forse si. Certo non diventando tutti dei negozianti a pagamento; e il prevedibile risultato di questa mossa è che adesso il fenomeno è davvero incontrollabile.

Il finale (provvisorio) della storia è dolce-amaro: è di qualche giorno fa l'annuncio che i legittimi proprietari del brevetto sulla teconologia Mp3 stanno chiedendo i denari (http://www.mp3licensing.com/royalty/summary.html), dopo aver furbamente aspettato che l'Mp3 diventasse diffusissimo; per ora solo ai siti che hanno files legittimi. E' ovvio però che se Napster diventasse legale…

Insomma: niente più Napster o Mp3 (ambedue prodotti decisamente "new economy", e quindi protetti da copyright fin dal primo giorno). Niente cambia però: Freenet, Gnutella, Mynapster , Opennap sono reti di file-sharing senza database e – invece degli Mp3 – Vorbis: tutto software Open Source e quindi libero, migliorabile e ridistribuibile all'infinito. Se fossi la Bmg non dormirei affatto più tranquillo (e non mi sentirei per niente un furbone).

Sergio Messina/RadioGladio
radiogladio@radiolilliput.org

Questo articolo è freeware: potete riprodurlo in qualsiasi forma a condizione che sia integrale, firmato, a sua volta ridistribuibile e corredato di questa nota.

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