Musicantiere ’01

Vada (Li) – Teatro L'ORDIGNO 
ottobre-novembre 2001
di: Vale

 Anche quest'anno si è chiuso il Musicantiere, la rassegna ormai storica (visto che è giunta alla diciassettesima edizione) delle band della zona. 

Ormai da qualche anno il Musicantiere ha trovato un alloggio fisso al teatro L'Ordigno di Vada, e quest'anno il successo di pubblico è stato indubbio, anche perché la manifestazione è sempre in crescita: prima di tutto la principale novità di quest'anno è stata una maggiore durata della rassegna che da tre fine settimana è passata a quattro, permettendo così ad un numero maggiore di gruppi di esibirsi. 

Questo ha richiesto un notevole impegno da parte degli organizzatori (il direttore dell'Ordigno Enrico Grazioli, il direttore artistico Corrado Rossetti e tutti coloro che lavorano davanti e dietro le quinte), ma il lavoro ha dato i risultati sperati, trasformando la rassegna in vetrina per i gruppi locali, ma anche in luogo di incontro e di ritrovo per giovani e meno giovani. 

Il Musicantiere è una delle poche occasioni che le band locali hanno di esibirsi avendo a disposizione gratuitamente un'attrezzatura professionale, un tecnico del suono disponibilissimo (grazie Tommaso!) e un palco tutto per loro, ed infatti quest'anno il numero delle iscrizioni è salito vertiginosamente, così gli organizzatori sono stati costretti a fare una selezione. Inoltre quest'anno "Il Tirreno" è stato particolarmente attento alla rassegna dedicando uno spazio a tutti i gruppi che hanno partecipato; per il secondo anno ritorna anche la videodiretta, le immagini dei gruppi, oltre ad essere proiettate sul maxi schermo, sono state registrate e verrà realizzata una videocassetta che sarà distribuita prossimamente ai musicisti. 

Tra tutti i partecipanti dobbiamo ricordare la presenza del gruppo gemellato grazie alla collaborazione del Comitato di Gemellaggio e l'intervento, la penultima sera, di un grande musicista ospite dell'Ordigno: Vittorio Nocenzi, fondatore del Banco del Mutuo Soccorso, che si è intrattenuto a parlare col pubblico, ha risposto alle domande del moderatore della serata Valentini (giornalista del Tirreno), ma soprattutto ha suonato alcuni brani del suo disco che sta per uscire, ed ha regalato un'esecuzione fantastica di "Metamorfosi", brano storico del Banco. 

Ma veniamo ai gruppi che sono stati l'anima del Musicantiere; quest'anno erano veramente tanti ed è difficile parlare di tutti, viste le differenze di genere, età, formazione; abbiamo visto un po' di tutto, dal rock al metal (Havatar, Nero, Alta Tensione), dal punk (Bom-Prò, Sine Nomine) al crossover (Justine Dusk, Cora); gruppi che suonano ormai da parecchi anni (come i livornesi Betularia, tra l'altro originalissimi, la Grande Abbuffata, gli Images, che sono un gruppo strumentale, gli energici Cora, anche loro quasi tutti livornesi) e gruppi di recentissima formazione, qualcuno addirittura alla prima esibizione (i simpaticissimi Pupazziamolla, i Nayse, i Klisma, band rigorosamente acustica). L'ultima serata, tra l'altro una delle più affollate, ha visto come protagonista il rock italiano grazie a tre gruppi di Rosignano: i Darkene, gli Aracnofobia ed i Fuorilegge, tre band giovani e grintose che, visto l'entusiasmo del pubblico, sono molto amate e per ultimi, ma solo qui AlibaJive e gli Esaladroni, nome fantasioso dietro il quale si nascondono ottimi musicisti locali come il batterista Gianni Apicella, i chitarristi Luca Ciaffone e Simone Morini, che con la loro band hanno dato vita ad una serata jazz e non per niente sono stati scelti per esibirsi dopo Vittorio Nocenzi. Uno spazio a parte meritano due gruppi che si sono esibiti sabato 20 ottobre, la serata più affollata del Musicantiere: Postmodern Jazz Trio e Nichilismo alle Sorgenti dell'Essere

Qui non si parla solo di musica, perchè l'Ordigno ha aperto la porta a performance multimediali che nel primo caso mescolano con ironia videoarte e musica per una critica nei confronti di certa televisione che annulla la mente dell'individuo; il secondo gruppo ha creato atmosfere suggestive, unendo musica, pensiero filosofico (anche in tedesco!) ed un video degno di Blair Witch Project. Insomma, di tutto un po', oltre all'aumento di pubblico va registrata un'impennata di presenze femminili (dall'unica cantante dell'anno scorso quest'anno se ne sono esibite ben sei) e di presentatori (Gigi Prota, Martina Conforti, Maria Elena Danesi e Silvia Bientinesi), insomma un Musicantiere all'insegna della varietà, dell'allegria, ma anche della professionalità (ricordo anche Tommaso Nardi, il nostro mitico tecnico del suono che ha lavorato incessantemente, i curatori delle videoriprese Francesco Freddi e Valentina D'Amico e Ranieri che ha curato la parte amministrativa). 
Con un ringraziamento al pubblico caloroso che ha seguito le band ed a tutti coloro che hanno partecipato voglio ricordare che anche quest'anno la manifestazione è giunta al termine, ma l'appuntamento si rinnova per l'anno prossimo, per un Musicantiere ancora più ricco e pieno di sorprese. 

 

DIETRO LE QUINTE DEL MUSICANTIERE:
DIARIO DI UNA CANTANTE 

Ebbene si! Anche io ho partecipato in veste di cantante a questo Musicantiere con il mio gruppo che si è esibito il 19 ottobre, i Klisma. Ovviamente non è della nostra musica che voglio parlare (sarei di parte), ma dell'atmosfera che si vive prima dell'esibizione, insomma di tutto ciò che il pubblico non vede e non sa. Non sono tutte rose e fiori, perchè questa, pur essendo una rassegna locale, presenta nel suo piccolo tutti i problemi della musica dal vivo, a cominciare dai problemi tecnici, che richiedono prove, lavoro, cambiamenti all'ultimo minuto. Si rompe una corda, un amplificatore non fa e scatta il panico. Ogni sera suonano tre gruppi, occorre rivoluzionare in pochi minuti il palco e se c'è un imprevisto…panico! Prima di salire sul palco c'è l'emozione, e ci si dimentica tutto: parole, accordi…panico panico panico!!! Queste sensazioni le provano, chi più chi meno, tutti coloro che suonano e le ho provate anch'io, tra l'altro noi suonavamo per la seconda volta e quindi non avevo nemmeno alle spalle la certezza dell'esperienza accumulata; nonostante ciò salire sul palco e cantare davanti ad un pubblico è bellissimo. Un attimo prima vorresti essere da qualsiasi altra parte, ma dopo non vorresti più smettere, perchè in fondo tutti coloro che suonano a qualsiasi livello hanno l'obiettivo di farsi ascoltare da qualcuno. Ed il Musicantiere permette di vivere proprio questa esperienza ad alto livello, certo i mezzi e le persone sono poche, ma l'organizzazione è eccezionale ed ogni gruppo, noi compresi, è stato valorizzato ed anche i problemi del live sono stati risolti con grande impegno dal nostro tecnico. E poi suonando e lavorando insieme si crea un'atmosfera di complicità, diventiamo tutti amici, accomunati dalla stessa passione e dallo stesso impegno. Alla fine è tempo di bilanci su questa esperienza. Il mio pensiero? Secondo me il Musicantiere è una delle poche oasi nel deserto della valorizzazione dei giovani e spero che in molti seguano quest'esempio e che queste inziative si moltiplichino per fare provare ai giovani musicisti le emozioni che abbiamo provato noi!

Una Risposta to “Musicantiere ’01”

  1. Ju Says:

    Bè sicuramente in passato è stata una grande manifestazione… ad ogni modo il regolamento del Musicantiere ’06 a mio avviso è tutto da rivedere in quanto preclude l’accesso a determinati generi musicali: leggi non aperta a tutti. Non si possono usare parti preregistrate… quindi chi fa musica elettronica-sperimentale non può suonare, e non dico altro! E’ incredibile questa sorta di proibizionismo… Leggete l’articolo sul Tirreno di oggi (7 novembre 2006) scritto dalla band Zerovolume e capirete meglio. La musica è arte sotto ogni forma di espressione.

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