Marillion

Come uccidersi allegramente (metaforicamente parlando)

Lucca – Cortile degli Svizzeri
Sabato 15 settembre 2001
di: Sardsky

I – Chi Sono

Ci sono in giro diversi tipi di band che al di là del genere di musica che propongono si possono dividere in due grandi gruppi.
Ci sono le band che nascono per far soldi anche se fanno canzoni di merda e nonostante questo, orde di fanatici audiolesi si precipitano nei negozi per acquistarne anche la minima cazzata, (vedi ad esempio un disco dal vivo registrato per sbaglio nel cesso in casa della zia del cantante, ma siccome non c'era luce, allora hanno suonato al buio e allora, insomma, il disco è venuto com'è venuto, ma compratelo lo stesso perché è una rarità!), poi ci sono delle band che tirano fuori buoni dischi, ben suonati, ben arrangiati, pieni di buone cose, e non se li caca nessuno, se non una schiera di indomiti fans che i discografici chiamano "nicchia" e che permette a questi gruppi di sopravvivere e resistere così alle continue minacce di tagli da parte delle case discografiche, le quali naturalmente se ne sbattono della qualità preferendogli i quattrini.
I Marillion ,fanno parte sicuramente del secondo gruppo. La band Scozzese nasce (se non sbaglio) nel 1979, e si impone negli anni '80 come una delle poche degna di far rivivere i fasti del prog rock anni '70. Alla voce c'è un ex taglialegna di nome Derek William Dick, in arte Fish. Il pescione ci sa stare sul palco nonostante il modo di cantare e di travestirsi, che ricopia Peter Gabriel e che gli costerà continui e fastidiosi accostamenti. Diventa un personaggio, e con lui la band cresce di brutto. Tra il1983 e il 1987 escono "Script for a jesters tear" (1983), "Fugazi"(1984), "Misplaced childood"(1985), "Clutching at straws" (1987), quattro perle di prog rock, quattro dischi uno più bello dell'altro .
La band va alla velocità della luce, vende bene ha seguito, è al top. Poi come spesso succede ai cantanti, un'ideuzza comincia a girare nella testa del pescione, "e se facessi tutto da solo?".
Così nell'88 decide di andarsene intraprendendo la carriera solista (peraltro priva di grosse soddisfazioni). Inizia così una nuova fase della band, il nuovo cantante, Steve Hogarth ha buonissime doti vocali, ma non certo il carisma e la presenza di Fish. Esce così nel '89 "Seasons end", il primo album dell'era Hogarth, il primo che indica un'inversione di rotta anche in senso musicale; cambiano i testi (maestosi e criptici quelli di Fish) e le sonorità e la band si dirige dal prog ad un rock pop molto sofisticato e ben suonato. I risultati commerciali però latitano, e negli ultimi anni sebbene la band abbia sfornato album di buona fattura, (alcuni dei quali direi eccellenti, vedi "Brave" del '94,"Afraid of sunlight" del '95 o Marillion.com del '99) le vendite sono calate, tanto che la Emi dall'alto della sua fama da mecenate ha deciso senza avvertire la band di rescindere il contratto. Nasce così un'idea nuova ed intrigante. La band chiede ai suoi fans di acquistare il nuovo cd prima che questo sia nato in modo da poter pagare le spese per la realizzazione. La cosa stupefacente è che all'appello via internet rispondono in più di 12.000. Nasce così "Anoraknophobia" l'ultimo e sudato lavoro di questa band particolare e a questo punto oserei dire dura a morire. Il cd è distribuito dalla stessa EMI che è rimasta impressionata da questa risposta appassionata da parte del pubblico. Questo ultimo lavoro rappresenta qualcosa di nuovo per la band, le atmosfere prog molto ariose lasciano definitivamente il posto ad un pop rock molto moderno sicuramente in linea con le attuali produzioni di gruppi più acclamati quali U2 o Massive Attack. Sicuramente un buon disco molto migliore dell'ultimo U2, soltanto che la band Irlandese ha venduto l'impossibile rompendoci palle e cervello con pezzi merdosissimi come "Beautiful day" o "Elevation", mentre brani come "Quartz" o "Between yuo end me" non se li cacherà nessuno e gli ascolteranno solo le poche migliaia di amatori che si sono comprati il cd.

II – Concerto

Il 15 Settembre a Lucca c'è il concerto dei Marillion. Cazzo! Sono sei anni che non mettono il culo nelle italiche lande e per di più a due passi da casa. L'ultima volta era stata infatti a Genova per il tour di Brave.
Compro il biglietto quasi un mese prima, 33000 lire una miseria se paragonate ai prezzi attuali. Ok il 15 facciamo una macchina di tre e partiamo, il concerto è nel "Cortile degli Svizzeri" un bellissimo loggiato accanto al Municipio. Arrivato davanti al portone vedo un centinaio di persone in attesa ,vabbè, sarà un concerto tra amici… L'idea è prontamente confermata quando poco dopo, in fila davanti al bagno per la pisciata pre-concerto, la gente comincia a salutarsi, a meravigliarsi, a darsi gran pacche sulle spalle a raccontarsi cazzate da partigiani del rock! Cazzo i fans dei Marillion si ritrovano ai concerti, da qualsiasi parte arrivino sicuramente si sono incontrati anni prima da qualche parte in Italia o all'estero. È allucinante sembrano tifosi di una squadra di calcio! "Anche se siamo nella serie B della musica comunque ci crediamo e ce ne sbattiamo le palle dello show-businnes!". Tutto bello, tutto maledettamente incredibile, un tizio mi si presenta davanti e mi dice:
"Uè dove ti ho visto ? A Milano? No forse in Olanda? "
,"In Olanda" gli rispondo, vaffanculo quello comincia a sparare un sacco di cazzate, alle quali prontamente rispondo di si . Il tizio mi guarda tutto contento, un uomo felice, una buona azione da giovane marmotta… ma esiste L'Olanda? Dopo una fila interminabile per pisciare, (le donne pisciano in 2 e hanno vesciche enormi!) zigzagando tra i buoni sentimenti, riesco ad arrivare davanti al palco. La gente latita, e nonostante la perdita di tempo al cesso, riesco ad occupare una buona posizione. Alle 9.45 la band si presenta sul palco davanti a poco più di mille persone. Accidenti, sono invecchiati!
Steve Rothery (chitarra) oltre agli anni ha messo su approssimativamente un centotrenta chili buoni, Ian Mosley (batteria) è invecchiato e basta, cazzo ma sono invecchiato anch'io… Gli unici che tengono il passo e l'immagine da rock-star sono Hogart, Trewavas (basso) e Mark Kelly (bravissimo alle tastiere).
Il concerto inizia con la chitarra 12 strig di "Man of Thousand faces" (This strange engine '97) e prosegue con la bellissima "Quartz" dove Trewavas suona da grande. La band butta giù uno dietro l'altro alcuni dei pezzi migliori dell'ultimo decennio di fatiche, ma quando attaccano con i vecchi pezzi? La band suona strabene, volume basso, suoni stellari, precisione (soprattutto Rothery è mostruoso), sicurezza da grande band, sembra veramente di ascoltare il disco…
I difetti però ci sono, e secondo me hanno un nome solo:
Hogarth.
A parte l'impressione personale che mi fa, cioè che ha la faccia a culo, non risulta né simpatico né brillante, si muove poco, fa tre accordi con la chitarra staccata, non dice un cazzo, nemmeno grazie, ed ha quel sorrisetto da sacciente Lord del cazzo che mi fa veramente girare le palle. Nonostante i difettucci però il "simpatico" Steve canta bene, molto bene, ma di vecchi pezzi, dopo più di un'ora nemmeno l'ombra… Comincio a sperare nella seconda parte ,mentre la band esegue tre gran pezzi a ruota come "Afraid of sunlight", "The great escape"e "King". Dopo un'ora e venti c'è la pausa ci guardiamo con gli altri, speriamo in una "Keyleight" o magari "Garden Party" o "Incommunicado"… La band riappare, causa la rottura del rullante del vecchio Ian, Trewavas attacca un pezzo di basso insieme ad Hogarth, il pezzo non lo conoscevo, ma la cosa è stata forte.
Ok, il rullante è sempre ai box, Rothery attacca (finalmente) "Sugar mice" (Clutchig at straws), una gioia, cantano anche le loggiate. Qui Hogarth non canta nemmeno, si gira verso la batteria, mi fa incazzare. Finito il pezzo, finiti gli applausi, una voce tra la gente grida "FUGAZIIIII!!!!!", il "simpatico" Steve gli tira una bottiglia d'acqua (PIENA!),vaffanculo! Dopo attaccano "Easter" (Seasons end),e capisco che ormai non c'è più niente da fare, quei 10 anni se li sono scordati anche loro…
La cosa assurda è che una band che ha costruito i suoi maggiori successi 10 anni fa, dovrebbe sfruttarli in modo intelligente, per promuovere i lavori attuali. I Marillion non fanno questo calcolo da bambini, tagliano i ponti con il passato, cercando di presentarsi come una band nuova, ma questo ovviamente non può funzionare. È una sorta di karakiri, è una logica che gli allontana da chi gli ha seguiti per anni, per passione, o in memoria dei bei tempi andati, e non gli avvicina ad un nuovo pubblico, perché la band non ha immagine se non se stessa ed il suo passato. E' come se i Deep Purple non suonassero "Smoke on the wather" o gli altri successi e eseguissero soltanto i pezzi più recenti, tempo 5 minuti farebbero il vuoto.
Dei Marillion non passano un video da anni eppure i dischi e buoni dischi l'hanno sfornati, come possono resistere nel tempo se recidono le proprie radici?

III – Epilogo

Finito il Concerto (un'ora e quarantacinque), rimango a guardare il palco per qualche minuto, lo staff sta smontando, mi girano le palle…
Usciti dal portone ci dirigiamo verso la macchina, davanti a noi c'è una folla urlante radunata davanti ad un bar, sono quasi tutte donne.
Saltano, urlano, fanno cori, ci avviciniamo, e sul banco del bar vediamo uno stronzo a buco ritto che si toglie le mutande a ritmo di disco, tra due ali di fiche eccitate, rivaffanculo anche loro. Cominciamo a correre, questo è troppo, voglio andarmene a casa, passiamo per le strade buie e deserte, e lontano dai rumori di questa bellissima città, un senso di malinconia mi assale, è il vuoto che segue ogni passo, non si torna indietro si va avanti comunque, anche se davanti c'è il nulla, anche se ne siamo consapevoli. Ha ragione quello stronzo a buco ritto, almeno metaforicamente ha ragione lui. Poi dopo, magari, con tutto quel casino di fiche che aveva intorno, la metafora, almeno lui, l'avrà spiegata a qualcuno…

SARDSKY

Marillion

Discografia essenziale:

1983 – Script for a jesters tear
1984 – Fugazi
1985 – Misplaced Childood
1987 – Clutching at straws
1988 – The thieving magpie(live)
1989 – Seasons end
1991 – Hollidays in eden
1994 – Brave
1995 – Afraid of sunlight
1997 – This strange engine
1998 – Radiation
1999 – Marillion.com
2001 – Anoraknophobia

   
 
 
 
 
 

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